
Succede spesso nel mondo dell’arte: la sensibilità di un artista è capace di anticipare in varia misura storie, tendenze, a volte il futuro vero e proprio. Penso all’architetto futurista Sant’Elia, che aveva in testa immagini di palazzi, tunnel sotterranei, grattacieli, con disegni progettuali che ancora oggi colpiscono per la loro modernità da fantascienza, o al caos distruttivo delle opere di Cy Tombly, una sorta di nulla con quei scarabocchi a biro straordinariamente anticipatori dell’odierna autodistruzione dei valori, non solo quelli criticabili ma anche quelli fondanti e più profondi, della cultura dell’Occidente.
Villa Cambiaso in Savona
Dopo questa premessa Polimnia vola verso Savona e approda a Villa Cambiaso, antica villa patrizia dove il proprietario, l’artista savonese Pio Vintera (1940-2020), ha trovato il suo spazio fisico e mentale per fare arte e cultura: uno spazio oggi mirabilmente restaurato e gestito dai figli, Veronica e Mattia, dove si tengono eventi, mostre e iniziative culturali, attraverso l'Associazione Culturale Museo Villa Cambiaso, quasi un’isola metafisica in una città che è cambiata molto negli ultimi anni.
Proprio qui, nelle scorse settimane, si è tenuta una bella retrospettiva dedicata alle tele di Pio, ambientata sotto le volte rinascimentali delle affascinanti cantine patrizie.
La Villa si posiziona, col suo bellissimo giardino all’italiana, lungo Via Torino, ovvero la via che anticamente metteva in contatto la città portuale della Torretta con la capitale piemontese.


“Pio Vintera a Villa Cambiaso a Savona: tracce urbane, memoria e un’anima underground.”
Un viaggio tra vedute nascoste, graffiti e frammenti di città che diventano segni del tempo.
Dicevamo della capacità degli artisti di anticipare idee, eventi e tendenze. E’ stato così anche per Pio Vintera, artista savonese che ha sviluppato una creatività anticipatrice dell’urban pop, riuscendo a cogliere non solo angoli e scorci dei luoghi della propria città attraverso scritte e graffiti sui muri, piccoli dettagli capaci però di restituire il senso del tempo di un luogo e di chi lo ha attraversato. Parallelamente, le tele di Pio sono come capsule del tempo, avendo fermato con i colori attimi di vita del paesaggio urbano che appartengono al passato, a quelle settimane a quei giorni.
Tutto questo lo si ritrova in particolare nelle vedute di Savona. Una premessa: quando parliamo di vedutisti immaginiamo i classici scorci cittadini con i panorami più interessanti o i monumenti più significativi. Con Pio è diverso: sono angoli nascosti, curiosi, particolari che sono rimasti caratterizzati da un segno, frammenti di città in pieno centro ma al di fuori del centro, vie laterali di fuga dove pensieri, scritte e graffiti sono andati sul muro senza filtri e che, nel via vai continuo di persone nel quotidiano, sono diventati segni e punti di riferimento, localmente iconici, con una vita il più delle volte effimera, ma che in alcuni casi hanno resistito più a lungo o addirittura esistono ancora.


“Le tele di Vintera come capsule del tempo: angoli di città che resistono nella memoria.”
Uno sguardo intimo su luoghi scomparsi, dettagli urbani e storie che riaffiorano attraverso il colore.
Il fatto di aver conosciuto Pio e di aver vissuto nella stessa città mi permette, guardando le sue tele, di ritrovare anche la mia personale esperienza di quegli angoli, alcuni dei quali scomparsi per sempre dietro una nuova mano di vernice che, per qualche strano motivo, hanno lasciato in me una traccia nella memoria dei miei percorsi quotidiani. Tutto questo mi avvicina ancora di più al suo pensiero e alla sua visione, oggi più chiara che mai.
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Villa Cambiaso
Via Torino, 10 - 17100 Savona (Italia)
www.villacambiaso.it







